Anno V - Giugno 2007 - Numero 9

Parola&parole
codice: 
pep9 - CHF 5.00 / € 3.00

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EDITORIALE

La libertà dell'ermeneutica,
l'intelligenza della generosità
di Ernesto Borghi

 

     Nella programmazione 2006/2007 questo numero della nostra rivista avrebbe dovuto avere un'articolazione diversa. D'altra parte nessuno poteva prevedere il tragico, dolorosissimo evento che si è verificato il 28 marzo scorso: la morte di Giuseppe Barbaglio, uno dei più importanti biblisti italofoni del Dopoguerra. Abbiamo pensato che "Parola & parole" dovesse tributare ad un grande maestro di cultura e di umanità, che ha onorato moltissimi di noi della sua generosa amicizia, di un omaggio che fosse il più coerente possibile con la sua personalità e la sua opera di serio scienziato e appassionato divulgatore.

     Siccome egli visse proprio nell'ambito di una delle nostre iniziative 2006/2007 uno tra gli ultimi momenti pubblici della sua straordinaria esistenza di biblista "per Dio e per gli altri", abbiamo creduto opportuno pubblicare la trascrizione di questa sua bella conferenza sulla persona e l'opera di Paolo di Tarso.
    Giuseppe Barbaglio non amava certamente gli eccessi celebrativi nei suoi confronti e non si presterebbe un buon servizio alla sua memoria, se lo si "beatificasse". È stato un uomo dal carattere forte, che ha fatto scelte di vita spesso scomode e difficili. Egli ha suscitato anche polemiche e prese di distanza, anzitutto tra coloro che non capirono o non capiscono che cosa voglia dire vivere, con fatica ed entusiasmo, la libertà di coscienza e lo studio biblico e teologico, il tutto cercando di essere ricolmi di una fede cristiana che si esprima attraverso gesti di amore quotidiani e fattivi.
     La bibliografia barbagliana è molto ampia e sono persuaso che l'Associazione Biblica Italiana, di cui per molti anni egli è stato membro autorevole e stimato, gli dedicherà una pubblicazione degna, che, come di consueto in questi casi, farà anche il bilancio della sua produzione scientifica.
     Vi è, però, un altro terreno, estesissimo, di cui forse non si riuscirà mai ad avere una nozione del tutto precisa. Mi riferisco alle moltissime circostanze in cui Barbaglio ha tenuto incontri, relazioni, conversazioni nelle occasioni di formazione biblica e teologica più diverse, in cui ha speso tante energie con generosità ed acume.
     In un incontro di studio e riflessione intitolato "La ricerca biblica e teologica di Giuseppe Barbaglio (1934-2007) e la sua personalità di uomo e di studioso", tenutosi a Milano il 26 maggio scorso, si è potuta avere un'idea almeno orientativa della miriade di gruppi e di istituzioni a cui egli ha offerto la sua competenza tecnica e il suo coraggio ermeneutico, sino a divenirne un punto di riferimento formativo e culturale quasi decisivo. Immagino che sarebbe utilissimo far conoscere gran parte di questo materiale anzitutto nell'ambito della formazione cristiana ed umanistica di base. Verosimilmente sarebbe un notevole contributo alla crescita di lettrici e lettori nella libertà dell'amore e nella responsabilità verso l'umanità di tutti, valori dei quali oggi vi è un bisogno vitale, in ogni ambito delle società, anche nelle Chiese.
     Giuseppe Barbaglio è stato certamente un ragguardevole studioso delle origini cristiane e il profondo valore di metodo e di contenuto del suo contributo scientifico resterà nel tempo. Egli, però, non è stato soltanto uno scienziato di vaglia e, forse, non avrebbe neppure potuto esserlo, se non fosse stato, in primo luogo, un uomo libero, che ha pagato di persona la ricerca di questa condizione esistenziale, interprete anche sotto questo profilo di tanti testi biblici che ha analizzato e commentato nel corso della sua vita. Oggi, nelle Chiese cristiane e nella società civile nel suo complesso vi è un bisogno vitale di tali doti, al di fuori di qualsiasi cedimento verso autoritarismi e superficialità. La lettura della Bibbia - l'abbiamo udito, detto e scritto altre volte - può essere una formidabile scuola di libertà a condizione che si cerchi decisamente di evitare strumentalizzazioni culturali ed integralismi interpretativi.
     Barbaglio ha operato così nella vita, forte di un ottimismo teologico ed antropologico che lo conduceva a guardare agli altri con intelligente speranza. È un lascito che può interpellare da vicino ogni membro della nostra associazione e chiunque sia interessato a veder crescere davvero la propria umanità.

 

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EDITORIALE

La libertà dell'ermeneutica,
l'intelligenza della generosità
di Ernesto Borghi

 

Nella programmazione 2006/2007 questo numero della nostra rivista avrebbe dovuto avere un'articolazione diversa. D'altra parte nessuno poteva prevedere il tragico, dolorosissimo evento che si è verificato il 28 marzo scorso: la morte di Giuseppe Barbaglio, uno dei più importanti biblisti italofoni del Dopoguerra. Abbiamo pensato che "Parola & parole" dovesse tributare ad un grande maestro di cultura e di umanità, che ha onorato moltissimi di noi della sua generosa amicizia, di un omaggio che fosse il più coerente possibile con la sua personalità e la sua opera di serio scienziato e appassionato divulgatore.  ... >>>