Anno IV - Settembre 2006 - Numero 8

Parola&parole
codice: 
pep8 - CHF 5.00 / € 3.00

 

 

                                                                                                                   < Torna all'indice

 


 

 

EDITORIALE

 

 

La Bibbia è un cartelone pubblicitario?

di Italo Molinaro

 

     Durante l’estate, migliaia di ticinesi hanno “letto” la Bibbia. Come? Stiamo tranquilli: non si tratta di conversioni di massa, né tanto meno del successo di qualche encomiabile iniziativa ABSI...

     Semplicemente ciò è avvenuto attraverso una capillare campagna pubblicitaria, con l’affissione 750 cartelloni nei punti strategici del territorio. Sui manifesti campeggiavano a caratteri cubitali frasi del tipo “Dio è fedele”, oppure: “Dice Gesù: Io sono la via, la verità e la vita”.  

 

     Questa campagna di affissioni è parte di una strategia di comunicazione promossa in Svizzera da un gruppo di cristiani di varie appartenenze, che nel sito www.agentur-c.ch si presenta e si spiega con chiarezza e semplicità. Si legge tra l’altro che lo scopo è di “ancorare la Parola di Dio in Svizzera”.

Cartelloni, brochures, Bibbie distribuite a politici ecc..., fino alle bustine di zucchero con citazioni bibliche: cosa pensarne? Ancorare la Parola non vuol dire, secondo me, averne una conoscenza fumettistica. Non vorrei, insomma, buttare la Bibbia nel tritacarne mediatico moderno per ricavarne il concentrato dei concentrati, pronto per essere immesso sul mercato, lucidato e semplificato, adatto in particolare a internet e in generale a una comunicazione sempre più a misura di sms.

     La Bibbia non è un sms, e il Concilio Vaticano II ricorda che la Parola di Dio è contenuta nella Scrittura, non si identifica immediatamente con la Scrittura. Va quindi scavata nel testo, nelle sue pieghe, nella complessità dei contesti storici e culturali antichi... Un’operazione ermeneutica laboriosa ma irrinunciabile se vogliamo evitare un approccio fondamentalista.

     Questa sfida biblica, in realtà, è “solo” il tassello di una preoccupazione ben più generale, legata a una dilagante fragilità del nostro tempo: mal-educati a una comunicazione sempre più per slogan, inebriati dalla globalizzazione e dall’appiattimento culturale, fatichiamo infatti a cogliere le sfumature, a scavare nella storia, a verificare le fonti, a interrogarci sulle origini...

     Così, purtroppo nel tritacarne della globalizzazione e dell’appiattimento rischiamo di gettare non solo la Bibbia, ma anche l’incontro tra le persone, le relazioni quotidiane, i rapporti tra i popoli e le religioni, la storia, perché nell’epoca della comunicazione di massa si fa paradossalmente sempre più fatica a cogliere il profondo dell’altro davanti a noi. In questo senso, l’altro e la Bibbia sono un “messaggio fragile”, e pertanto a rischio.

     Confesso: i cartelloni biblici mi piacciono, ma li considero solo un primissimo passo. Vorrei che simili campagne comunicassero chiaramente anche un altro messaggio: per incontrare veramente la Parola di Dio è indispensabile un lavoro di ricerca serio e condiviso, e che la Bibbia non è un prodotto di facile consumo.

È un frutto gustoso dell’antichissimo e rigoglioso albero della cultura e della storia del mondo, ma per coglierlo e gustarlo occorre essere sensibili al problema della profondità storica, della complessità culturale, della difficile ma arricchente alterità.

     Occorre nutrire la sensibilità per le sfumature, il simbolico... Una sensibilità che abbraccia però tutta la comunicazione umana, a partire dagli incontri quotidiani. Affinché né la Bibbia né l’altro siano ridotti a cartellone.

  

                                                                                                                   <<< Torna all'indice "Parola&parole"


 

 

  

                                                                                                                   <<< Torna all'indice "Parola&parole"

 


 

EDITORIALE

La Bibbia è un cartelone pubblicitario?

di Italo Molinaro

 

Durante l’estate, migliaia di ticinesi hanno “letto” la Bibbia. Come? Stiamo tranquilli: non si tratta di conversioni di massa, né tanto meno del successo di qualche encomiabile iniziativa ABSI...

Semplicemente ciò è avvenuto attraverso una capillare campagna pubblicitaria, con l’affissione 750 cartelloni nei punti strategici del territorio. Sui manifesti campeggiavano a caratteri cubitali frasi del tipo “Dio è fedele”, oppure: “Dice Gesù: Io sono la via, la verità e la vita”. ... >>>