CHI DI VOI E’ SENZA PECCATO, GETTI PER PRIMO LA PIETRA CONTRO DI LEI

 

V QUARESIMA – 17 marzo 2013

 

Gv 8, 111

[In quel tempo,] Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Il brano che oggi commentiamo non ha avuto vita facile. Per secoli nessuna comunità l’ha voluto; alla fine questi undici versetti hanno trovato ospitalità nel Vangelo di Giovanni, ma in realtà il brano è di Luca, lo stile, la tematica, la grammatica sono di Luca.

E, se infatti lo togliamo da Giovanni, vediamo che la narrazione di Giovanni fila più liscia, e se, al contrario, lo inseriamo nel Vangelo di Luca al capitolo 21, versetto 38, vediamo che quello è il suo contesto.

Perché questo brano non ha avuto vita facile?

Ancora Agostino si lamentava che alcuni lo toglievano dai loro vangeli, per paura di che cosa? Che l’atteggiamento di Gesù nei confronti dell’adultera, perché di questo si tratta, il perdono dell’adultera, e che le parole di Gesù “d’ora in poi va’ e non peccare più” fossero il permesso di peccare.

Ma vediamo questo episodio.

Gesù si avviò verso il monte degli ulivi”, termine che non appare mai nel Vangelo di Giovanni, “Ma all’alba” (δρθρου) non “al mattino” come viene tradotto, ed è importante questa indicazione dell’evangelista “si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui”, quindi c’è un’adesione del popolo a Gesù, un’adesione che irrita la casta sacerdotale e i leaders spirituali.

Egli si sedette e si mise ad insegnare”. L’insegnamento di Gesù non si basa sull’osservanza della legge, ma sull’offerta del suo amore. Per questo il suo insegnamento non viene imposto, ma offerto. La reazione qual è?

Allora gli scribi” il termine ‘scriba’ non appare mai nel Vangelo di Giovanni “e i farisei”, come reazione a questo entusiasmo della folla che ascolta Gesù – e se ascolta Gesù non può più ascoltare loro – gli preparano una trappola.

Gli condussero una donna sorpresa in adulterio

Per comprendere l’atteggiamento dei farisei nella situazione ricordiamo che il matrimonio in Israele si compone di due tappe:

  1. la prima è lo sposalizio, quando la ragazza ha dodici anni e un giorno e il ragazzo diciotto, e si tratta della contrattazione del valore della sposa e del pagamento della dote, poi ognuno torna a casa sua. In questo periodo non è consentito avere alcuna relazione sessuale.

  2. Dopo un anno sarà la sposa che viene portata a casa dello sposo e avvengono le nozze.

 

Ebbene, la legislazione prevedeva che, se la donna era adultera, o scoperta in adulterio, nella prima fase del matrimonio, veniva lapidata, se era nella seconda, strangolata. Quindi qui abbiamo una donna, nel senso di una ragazzina fra i dodici e i tredici anni, sorpresa in adulterio.

E dissero a Gesù “«Maestro»ecco l’ipocrisia delle persone religiose, loro non vogliono imparare, ma hanno teso una trappola, vogliono condannare «questa donna è stata sorpresa in flagrante»ecco il perché dell’alba, quindi era un agguato premeditato, probabilmente avevano degli indizi – “«adulterio»”.

E loro si rifanno alla legge.

Il tema di questo brano è: in quale Dio credere? Nel Dio legislatore, quello che stabilisce le leggi e che punisce con la pena di morte? O nel Dio creatore, quello che crea la vita, la ama e la difende a oltranza?

«La legge a noi ci ha comandato di lapidare donne come questa»profondo il disprezzo «Tu che ne dici?»

Non è una richiesta, è una trappola. Come Gesù risponde si danneggia; se Gesù dice “e va bene, lapidatela”, tutta questa grande folla, che ha sentito in lui un messaggio nuovo d’amore e di dolcezza, lo abbandonerebbe, se invece dice “no, lasciamola andare”, siamo nel tempio, c’è la polizia, e Gesù verrebbe subito arrestato.

L’evangelista, che ripeto è Luca e non Giovanni, dice “Dicevano questo per tentarlo”, non “per metterlo alla prova”. Il verbo ‘tentare’ (πειράζω) nel Vangelo di Luca appare tre volte, la prima volta è stata nelle tentazioni del diavolo (4,2; cf. 10,25). Quindi queste persone tanto pie, tanto spirituali, in realtà sono emissari e strumenti del satana, del diavolo, “per avere motivo di accusarlo”. Quindi vogliono eliminare Gesù.

La reazione di Gesù è sorprendente. “Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra”.

Perché Gesù scrive per terra?

La risposta l’abbiamo nel profeta Geremia, al capitolo 17, versetto 13, dove il profeta scrive: “O speranza di Israele, Signore, quanti ti abbandonano resteranno confusi, quanti si allontanano da te saranno scritti nella polverescritti per terra, una maniera per indicare che sono già polvere, cioè sono già nel regno dei morti perché hanno abbandonato il Signore, fonte d’acqua viva!”

Chi non ama rimane nella morte, chi nutre sentimenti di morte è già morto. Allora l’azione profetica di Gesù di scrivere per terra indica che li iscrive nel regno dei morti, sono già dei morti. “Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo una pietra»” – non ‘la pietra’ – «contro di lei»”.

L’evangelista si rifà alla maniera di eseguire le condanne per lapidazione. Il condannato, in questo caso la condannata, veniva posta in una fossa, gettata in una fossa, e uno dei testimoni dell’accusa doveva lanciare una pietra per colpirla al cuore e normalmente questa pietra la uccideva. Era una pietra abbastanza pesante.

Quindi Gesù dice “chi se la sente di ammazzarla”, chi è senza peccato, esegua la sentenza. Quindi si tratta di eseguire la sentenza. “Gesù, chinatosi di nuovo, scriveva per terra”, si vede che la lista era lunga.

E’ interessante, in tutto questo, un’assenza. L’uomo dov’è?

La legge, il libro del Deuteronomio (Dt 22,22: cf. Lv 20,10) – queste sono persone zelanti per la difesa della legge – prevedeva che, in caso di adulterio, anche l’uomo venisse condannato e lapidato, ma l’uomo in questo caso non c’è. L’uomo la scampa: in una legge fatta da maschi gli uomini hanno sempre la possibilità di scamparla.

Quindi Gesù si china di nuovo e scrive per terra. “Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno” all’inizio erano compatti quando si trattava di accusare, adesso che si tratta di scappare, se ne vanno via alla chetichella, uno per uno “cominciando dai più anziani”.

Questo ‘anziani’ non significa ‘i vecchi’. Il termine greco “presbitero”(πρεσβύτερος) indica i componenti del sinedrio, il massimo organo giuridico di Israele, “Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo”.

Ed ecco l’atteggiamento sorprendente e scandaloso di Gesù, che le comunità cristiane non hanno accettato, “Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ella rispose: «Nessuno, Signore».

Agostino, commentando questo brano ha un’espressione bellissima, dice “rimangono la misera e la misericordia”. Ed ecco Gesù, l’unico nel quale non c’è peccato, che le dice: “«Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più»”. Gesù non perdona la donna, la donna è già perdonata, ma Gesù le comunica la forza per tornare a vivere.

Ebbene, questi undici versetti scandalosi per secoli nessuna comunità li ha voluti; e forse sono difficili da comprendere questo perdono, questa accettazione e quest’amore da parte di Gesù.

 

 

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